Attività ed iniziative in corso

La filiera grano duro-pasta punta sulla premialità per promuovere l’approvvigionamento di grano duro italiano di qualità e per rilanciare i contratti di filiera

Realizzato dall’Università della Tuscia, l’innovativo sistema FRUCLASS, di cui sono stati presentati oggi i risultati del secondo anno di sperimentazione, ha permesso per la prima volta in Italia di raccogliere e analizzare i dati qualiquantitativi del grano duro stoccato in più di 40 centri dislocati in 19 diverse provincie italiane, restituendo uno spaccato in tempo reale della produzione nazionale.

mercoledì 28 ottobre 2020

Analizzando i dati quali-quantitativi di quasi 160.000 tonnellate di grano duro, stoccato in più di 40 centri dislocati in 19 diverse provincie distribuite lungo tutta la Penisola, è stato possibile, per la prima volta in Italia, individuare delle ipotesi di classificazione qualitativa, basate su criteri e valori uniformi, destinate a riconoscere e premiare coloro che tutelano e garantiscono l’approvvigionamento di materia prima nazionale di qualità; secondo tali ipotesi, condivise dalle associazioni della filiera, il grano entra a far parte dell’area della qualità, e quindi della premialità ad essa connessa prevista da contratti di filiera, quando il conferimento presenta valori di Grado Proteico (GP) del 13% o superiore e Peso Specifico (PS) pari ad almeno 78 Kg/hl.

E’ quanto è emerso durante l’odierna conferenza stampa “Filiera grano-pasta: i dati della campagna granaria online in tempo reale”, nel corso della quale sono stati presentati i risultati del secondo anno di sperimentazione dell’innovativo sistema “FRUCLASS”, ideato dall’Università degli Studi della Tuscia su impulso delle associazioni della filiera grano-pasta firmatarie del protocollo d’intesa “Filiera grano duro-pasta di Qualità”, ovvero Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, COMPAG, Confagricoltura, Copagri, ITALMOPA - Associazione Industriali Mugnai d’Italia e i pastai di Unione Italiana Food.

Dall’analisi realizzata grazie al sistema “FRUCLASS”, utilizzabile da tutti gli iscritti alla piattaforma http://granoduropasta.unitus.it/, è emerso che oltre il 70% del grano conferito da coloro che aderiscono a contratti di filiera rientra nei parametri dell’area della qualità individuata. Nonostante i fattori ambientali avversi, che in alcuni casi hanno contribuito a ridurre la disponibilità di grano con parametri qualitativi adatti a soddisfare le premialità richieste, le produzioni interessate dai contratti di filiera sono riuscite a far fronte a queste riduzioni in maniera più consistente e strutturata.

Guardando ai numeri dei conferimenti dell’annata agraria 2019/20 per i quali è possibile verificare il legame con un contratto di filiera, infatti, si evince come il 76% del grano duro rientri nell’area della qualità, a fronte del 42% del grano duro non commercializzato nell’ambito di contratti di filiera.

“Questo risultato dà forza agli intenti del Protocollo d’intesa e impegna le organizzazioni firmatarie a promuovere azioni di filiera finalizzate a supportare lo sviluppo di modelli contrattuali innovativi. Tra le scelte condivise, infatti, c’è quella di implementare i dati raccolti, così da individuare parametri ancora più uniformi e da andare a demarcare due classi qualitative per le quali corrispondere distinte premialità”, hanno spiegato i rappresentanti della filiera grano-pasta, che hanno approfondito e discusso i risultati della campagna granaria 2019/20, alla presenza del presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati Filippo Gallinella, delineando le prospettive della prossima annata e le basi comuni per i contratti di filiera.

“La pandemia del Coronavirus ha confermato la strategicità della filiera grano-pasta, che a fronte di flessioni anche significative fatte registrare da altri comparti, ha saputo reggere l’urto della crisi, confermando inoltre una progressione a doppia cifra dell’export. Tali risultati ci confermano una volta di più la necessità di puntare sulla qualità, sulla tracciabilità, sulla filiera e sull’importanza di utilizzare strumenti per conoscere tutti i dati del settore produttivo cerealicolo. Il sistema ‘FRUCLASS’ è sicuramente da prendere in considerazione in questa direzione. Come M5S abbiamo anche depositato, qualche settimana fa, una proposta di legge per riuscire a tracciare le produzioni cerealicole e la reale capacità stoccata di cereali in Italia, similmente a quanto fatto per i registri del vino. Tutte queste iniziative ci renderanno più forti e più competitivi e ci aiuteranno a intervenire sulle criticità del sistema”, ha affermato Gallinella.