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Settore zootecnico: Peste Suina Africana - Ordinanza n. 1/2026 – Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA.

Categorie: Produzioni animali Tags: ZOOTECNICO PSA


Vi informiamo che il Ministero della Salute ha trasmesso l’Ordinanza del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana n. 1/2026, con la quale viene adottato il nuovo Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA. Il Piano è valido per il periodo 2026–2028 e si applica a tutto il territorio delle Regioni e delle Province Autonome attualmente indenni dalla Peste Suina Africana.

Il nuovo Piano aggiorna e sostituisce, per le aree indenni, il precedente Piano straordinario 2023–2028 e definisce obiettivi, modalità operative e strumenti per ridurre in modo significativo la presenza di cinghiali sul territorio. Tale riduzione è considerata una misura fondamentale per prevenire la diffusione della PSA e per tutelare il comparto suinicolo, oltre alle attività agricole più esposte ai danni provocati dalla fauna selvatica.

L’Ordinanza stabilisce inoltre che le Regioni e le Province Autonome, qualora non siano già conformi, debbano adeguare tempestivamente i propri Piani regionali di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della PSA (PRIU), così come la programmazione dell’attività venatoria e delle attività di controllo, al fine di raggiungere gli obiettivi di prelievo indicati nel Piano allegato.

Tra i contenuti del provvedimento, si segnalano in particolare quelli di maggiore interesse operativo, relativi alla formazione e informazione (articolo 3) e al destino delle carcasse (articolo 5).

Per quanto riguarda la formazione, la nuova Ordinanza punta a rafforzare in modo significativo le attività di aggiornamento, informazione e sensibilizzazione rivolte a cacciatori e agricoltori. Regioni, Province Autonome, Ambiti Territoriali di Caccia, Comprensori Alpini, istituti di gestione faunistica e associazioni venatorie sono chiamati a promuovere incontri informativi dedicati agli obiettivi del Piano e a organizzare corsi specifici di formazione e specializzazione per il prelievo selettivo e collettivo del cinghiale.
Sono inoltre previsti percorsi formativi e abilitanti per i conduttori e per i cani impiegati nelle attività di prelievo, così come iniziative mirate alla creazione di squadre di coadiuvanti, favorendo il coinvolgimento diretto di agricoltori e cacciatori nelle attività di controllo.

Un’attenzione particolare viene riservata anche alla gestione delle carcasse e alla valorizzazione delle carni di selvaggina. Il Piano prevede che le Regioni e le Province Autonome attivino e rafforzino filiere regionali dedicate alla commercializzazione delle carni di cinghiale, prevedendo un numero adeguato di centri di raccolta e di centri di lavorazione, anche attraverso specifiche forme di incentivazione. L’obiettivo è quello di garantire una corretta tracciabilità dei prodotti, assicurare il rispetto delle condizioni sanitarie e contrastare in modo efficace la vendita illegale. In questo quadro è previsto anche un rafforzamento dei controlli ufficiali lungo tutta la filiera. I capi abbattuti potranno essere destinati, secondo le modalità stabilite a livello regionale, all’autoconsumo degli operatori oppure devoluti per finalità caritatevoli e solidali.

L’Ordinanza è applicabile dalla data della sua emanazione e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2028. Restano escluse dalla sua applicazione le disposizioni riferite alla Regione Sardegna.
Alleghiamo alla presente circolare il testo dell’Ordinanza con annesso il Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA e la nota di trasmissione della stessa alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Vi invitiamo a darne la massima diffusione tra gli operatori interessati.

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