Confcooperative Agroalimentare accoglie con favore la nuova Strategia europea presentata dalla Commissione Ue per la filiera zootecnica, che con 400 miliardi di euro genera il 40% del valore aggiunto agricolo europeo: “un piano che – commenta la Presidente del Settore Zootecnico della federazione, Francesca Sabbadin – riconosce il ruolo strategico degli allevamenti per la sicurezza alimentare, la competitività dell’agroalimentare europeo e la vitalità delle aree rurali. In particolare accogliamo positivamente la proposta di sviluppare un nuovo strumento finanziario per la gestione dei rischi: le filiere zootecniche hanno bisogno di strumenti flessibili e adeguati per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. Il rafforzamento dei fondi mutualistici va nella giusta direzione poiché favorisce la condivisione dei rischi e offre maggiore stabilità alle imprese agricole”.
Positiva secondo Confcooperative Agroalimentare anche l’attenzione riservata alla prevenzione e alla gestione delle malattie animali, attraverso la revisione delle regole sulla vaccinazione e dei criteri di classificazione delle epizoozie. Condivisibile inoltre l'obiettivo di armonizzare i criteri di calcolo delle emissioni degli allevamenti, che consentirebbe di garantire maggiore trasparenza e omogeneità nella valutazione delle diverse filiere e dei diversi prodotti europei”.
L’iniziativa della Commissione Europea è stata accolta con grande favore anche da Alessandro Mocellin, Presidente del Settore Lattiero-caseario di Confcooperative Agroalimentare: “Dopo diversi anni in cui la zootecnia è stata protagonista di restrizioni e valutazioni negative – spiega – vengono ora messe al centro le esigenze degli allevamenti. Si apre uno spiraglio sul cambio di paradigma che Bruxelles sta operando nei confronti della zootecnia europea e si pongono obiettivi per garantire continuità di impresa, competitività, efficientamento e sostenibilità organizzata e controllata. L’estensione del sostegno ai rischi connessi alle malattie degli animali è un segnale forte di cui non possiamo che essere soddisfatti. Le epizoozie che si sono diffuse in Europa negli ultimi anni sono state molte e di difficile soluzione”.
Pur se la strategia presentata a Bruxelles rappresenta un passo importante, adesso “sarà fondamentale – conclude Confcooperative Agroalimentare – tradurre questi obiettivi in misure concrete e adeguatamente finanziate. La Commissione dovrà passare dalle parole ai fatti attraverso misure concrete e strumenti operativi. In tale percorso, il ruolo della cooperazione sarà determinante per rafforzare la capacità delle filiere di assorbire gli shock economici, affrontare le sfide dell'internazionalizzazione, dell'innovazione e della sostenibilità e diffondere i benefici derivanti dalla riduzione dell'impatto ambientale lungo tutta la filiera”.